MERCOLEDì 4 FEBBRAIO 2026 | ore 20:45

CINEMA TEATRO MASSIMO – via Caduta del Forte 15, Pescara 

CATARTIS – Conservare il futuro

un film documentario di Ferdinando Vicentini Orgnani

La proiezione si svolgerà in presenza del regista e di Mario Pieroni e Dora Stiefelmeier due dei protagonisti del documentario e sarà anticipata dai saluti istituzionali di Nicola Mattoscio, Presidente della Fondazione Pescarabruzzo, quale ente promotore insieme a No Man’s Land e Zerynthia Associazione per l’Arte Contemporanea OdV. In collaborazione con Pescara Cityplex.

CATARTIS è un film documentario costruito a partire da un archivio audiovisivo realizzato in oltre vent’anni di riprese (2003–2025) a stretto contatto con artisti, curatori e protagonisti della scena contemporanea. Un progetto che restituisce uno sguardo diretto e non mediato sul mondo dell’arte, includendo testimonianze, riflessioni critiche e un backstage inedito, spesso informale, osservato dall’interno.

Centinaia di ore di materiale sono state riorganizzate in 90 minuti secondo una struttura emersa dal materiale stesso: un montaggio per assonanze e dissonanze, che mette in relazione incontri programmati e casuali, attraversando oltre due decenni di pratiche artistiche e pensiero critico. Ogni artista emerge come portatore di un’identità irriducibile, non replicabile, che il film lascia affiorare senza sovrastrutture.

Il racconto attraversa l’Arte Povera di Michelangelo Pistoletto, Jannis Kounellis, Giulio Paolini, le articolazioni dell’arte concettuale con Joseph Kosuth, fino alle ricerche di Carla Accardi, Luciano Fabro, Getulio Alviani, Alighiero Boetti, Luigi Ontani, Jimmie Durham, insieme a Gülsün Karamustafa, Emilia Kabakov, Julio Le Parc, Fabrice Hyber, Franz West, e molti altri protagonisti di diverse generazioni e contesti. Nel film compaiono anche Gianna Nannini e Patti Smith. La colonna sonora è di Paolo Fresu. La storica dell’arte e curatrice Chiara Bertola, direttrice della GAM di Torino, approfondisce alcuni nodi centrali del progetto, tra cui il concetto di “conservare il futuro”, che dà il titolo al film.

Le riprese, oltre a Roma, si svolgono tra Parigi, Belgrado, Lubiana, Pescara, Napoli, Biella, Gorizia, Madrid, New York e Venezia, con la partecipazione di due Presidenti della Biennale.

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